Aah!…Adesso ho capito!…(era ora fotone!) ...Oggi fare l’artista è come correre in discesa trascinando un carrettino con sopra un cubo di ghiaccio. Se ti va bene ad un certo punto il carrettino e il ghiaccio ti investono. Così congelato come in una fiaba ti consegnano nella tua ‘grandezza’ alla memoria dei posteri…Forse!?… Invece, se ti va male, il carrettino arriva senza di te, oppure senza il ghiaccio, o ancora sia il carrettino che il ghiaccio escono dritti ad una curva sparendo in un burrone…Ohccacchio! Pazienza!?      

Insomma; oggi come ieri, fare l'artista, per quanto soggetto a un mercato e ai suoi interessi, non rientra nelle normali attività utili alla vita dell'uomo. Come tale, quindi è praticabile da tutti coloro che in modo più o meno privilegiato possono dedicare una  parte del proprio tempo, senza dover pensare alla propria sussistenza . Non è garantito, però, che, più tempo abbiate a disposizione, più sarete degli ottimi artisti. Sappiate comunque che tutto ciò che realizzerete è e sarà assolutamente inutile e essenziale. Se pensate poi che è circa dalla metà degli anni '50 del XX sec. che si è storicamente inscritto il graffitismo preistorico (20.000 A.C.) alla St. Arte, si può affermare senza dubbio che è veramente da troppo tempo che cose 'inutili' trovano, senza soluzione di continuità, delle avvincenti giustificazioni ogni volta più accattivanti e fondamentali...Pazienza!...cacchio!                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                   

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                 

 

   

 Avrei voluto sciare e scorazzare per le dolomiti con mio nonno. La foto ritoccata qua sopra ne mostra un momento. In verità in questa immagine si vuole sottolineare una  condizione di assoluta solitudine. L'immagine del nonno, quella a destra, ha una illuminazione molto incidente, dove il sole per quanto la foto leggermente sovraesposta, crea delle ombre molto evidenti, mentre la foto del sottoscritto, in abbigliamento più vicino ai nostri modi, ha una illuminazione più diffusa, poco incidente, senza ombre. Sono quindi due immagini che per quanto siano messe affiancate, sono in verità individui a se stanti. (del resto mio nonno andava a sciare sulle dolomiti quando io non ero ancora nato) Non so cosa potrebbe affermare in merito R. Barthes, che già a suo tempo fu spiazzato dai fotomontaggi 'Crash' di A. Wahrol. Agevolare l'immaginazione è sicuramente il primo passo per assicurarci un adeguata libertà creativo-artistico, poi bisogna guardarsi attorno, capire quali sono le opportunità e le condizioni che si prospettano, allenare il carattere e scegliere in modo adeguato e intelligente la strada che meglio corrisponde alle proprie possibilità e capacità. Insomma, un lavoro difficile, più di tanti altri che potresti tranquillamente fare.  MA tornando a 'NOI', la condizione di assoluta solitudine mette in campo una capacità di arrangiarsi, di trovare nella noia orrifica della vita uno scopo(ecco perchè ho deciso di aprire questo sito dove scarico a corrente diarroica le mie cagate), che anche solo per il fatto di essere limitato temporalmente (e non solo), pone le condizioni per trovare sempre qualcosa da fare. Superato, quindi, il secolare problema di opporsi ad un sistema di mercato, che non ha in se nessuna velleità di regime, ma solo quello di non affondare improvvisamente nella povertà, 'NOI' vogliamo semplicemente fare quello che più ci piace, e soprattutto creare ogni volta l'opportunità che meglio ci appartiene, dentro (no, più fuori) ad una situazione storica e culturale che consapevolmente ci limita. Questa foto, quindi, rappresenta esattamente quello che è uno stadio di partenza, o di origine delle proprie condizioni psico-fisico-intellettive;   cioè, a scrivere (dire?), quello di essere profondamente legato al proprio tempo, per i costumi, per i modi e anche per quello che ci viene negato già nella nostra limitatezza, ma di volere comunque percorrere su e giù, liberamente, tutto quello che è memoria del passato sia prossimo (ma quasi presente), che remoto. (Mio nonno me lo ricordo quando avevo cinque o sei anni che ci accompagnava all'obelisco di Opicina per farci fare piccole scalate sulle rocce del carso, mentre nel frattempo H. Nitsch apriva gli occhi dello spettatore su un 'Arte Estrema che come forma di devozione alla vita, ne provocava un orrifica repulsione)